L’accoppiata ufficiale di Skoda Italia formata Umberto Scandola e Guido d’Amore, con la Fabia R5 ha nuovamente firmato il successo, il sesto consecutivo, al Rally Adriatico, la cui 25^ edizione si è svolta in questo fine settimana a Cingoli (MC), settimo e penultimo appuntamento del Campionato Italiano Rally (CIR), ed anche quarta prova del Campionato Italiano Rally Terra (CIRT).

Una gara tanto spettacolare quanto ricca di spunti tecnici, quella svolta sul “Balcone delle Marche”, che ha segnato vicende importanti per la corsa al titolo tricolore assoluto che si concluderà a metà ottobre a Verona, quindi in casa proprio di Scandola.

Una gara praticamente sempre al comando, quella di Scandola che con questa vittoria ha praticamente azzerato il vantaggio di Paolo Andreucci in vetta alla classifica provvisoria. Il Campione in carica è ora secondo di soli 0,5 punti dietro allo scaligero, con Campedelli dietro a cinque punti, rimandando il verdetto finale appunto al “2Valli” di Verona.

Scandola, per tutta la gara, corsa in due giorni e quattordici prove speciali ha saputo tenere i nervi saldi contenendo i ripetuti attacchi che arrivavano soprattutto dal romagnolo Simone Campedelli, affiancato da Tania Canton sulla Ford Fiesta R5 ed oltre a lui hanno fornito una prestazione altisonante il varesino Andrea Crugnola, con vettura analoga, assecondato da Fappani ed anche il padovano Niccolò Marchioro, in coppia con l’esperto Marchetti su una Fabia R5. Se Scandola ha saputo terminare al meglio la sua cavalcata con il sesto alloro, se Campedelli si è confermato uomo da campionato, l’amaro in bocca è rimasto a Crugnola, che proprio in coincidenza all’ultima fatica cronometrata si è visto soffiare il “bronzo” da Marchioro stesso, che con il classico colpo di coda lo ha beffato, confermandosi anche primo degli iscritti al tricolore “terra”. Per il duo veneto un primato conquistato sulla vettura gemella del sammarinese Ceccoli con un grande vantaggio.

Tutto questo ha generato un grande spettacolo ed ha anche generato una nuova delusione per il Campione in carica, nonché capoclassifica provvisorio del CIR Paolo Andreucci che dopo aver sofferto nella prima tappa per il fatto di partire per primo e “spazzare” la strada, oggi – in quinta posizione – non ha scalato posizioni, finendo poi malamente la gara cingolana con il colpo di scena di incappare in un incidente. Incidente, che costringendolo a finire fuori dalla top ten, in undicesima posizione, come già detto ha decisamente riaperto i giochi per lo scudetto.

Ritmo serrato su sfondi spesso molto sdrucciolevoli significa anche qualche “giravolta” di troppo: è così che fin dalle speciali della mattina si vedono alcuni spettacolari capottamenti, privi di conseguenze per gli equipaggi. E’ il caso di quello della Skoda Fabia R5 di Costenaro-Bardini, andati sul tetto durante la sesta “piesse” di Cupramontana quasi da fermi per poi riprendere la gara con un notevole ritardo. Anche i giovanissimi outsider finlandesi, autori di una performance di livello non sono comunque stati esenti da dei “fuori programma”: Pietarinen, è stato fermato da un “up-down” alla nona speciale, e Lindholm è incappato in uno spettacolare loop nel dodicesimo impegno cronometrato.

Se il tricolore assoluto e il “terra” rimangono ancora da assegnare, il Rally Adriatico ha incoronato comunque un campione tricolore, ovvero il varesino Damiano De Tommaso (navigato da Michele Ferrara) con la Peugeot 208 R2 per il CIR Junior. Il pilota della F.P.F. Sport si è aggiudicato la vittoria di questa categoria, ma resta aperta fino all’ultima corsa la sfida per il Campionato Due ruote motrici.

Al termine di una manifestazione che ha dato il suo contributo di agonismo e spettacolo al prestigioso Campionato Italiano Rally, queste le parole dell’organizzatore, Oriano Agostini, di PRS Group: “Sono contento per aver portato a termine una manifestazione di questo genere, nonostante le problematiche burocratiche e logistiche che abbiamo dovuto affrontare nell’ante gara”.

2018-09-22T23:42:53+00:00